Che veicoli si possono guidare con le patenti A e B?

Che veicoli si possono guidare con le patenti A e B?

Come conseguire e/o convertire la patente

 

Il conseguimento della patente è un obiettivo di molti giovani, tuttavia molti di loro non conoscono i vari step per raggiungere il risultato. In questo articolo abbiamo raccolto tutte le informazioni necessarie che vi aiuteranno a capire come prendere la patente, oppure come convertirla in caso di patente estera.

 

A quanti anni si può prendere la patente?

 

Iniziamo a dire che esistono due principali tipologie di patenti, la A e la B. Quest’ultima è la più conosciuta, perché permette di guidare le auto e può essere conseguita al compimento dei 18 anni. La patente B va rinnovata ogni 10 anni fino ai 50 anni, ogni 5 anni fino ai 70 anni, ogni 3 anni fino agli 80 anni e, infine, ogni 2 anni per gli over 80.

Per quanto riguarda, invece, la patente A, l’età minima per conseguirla è di 24 anni, ma soltanto dopo aver già preso la patente B. Tuttavia, l’età si abbassa a 20 anni in caso si fosse già in possesso della patente A2. Per quanto riguarda la validità, segue gli stessi criteri della patente B.

 

La patente B permette la guida di diverse tipologie di veicoli, in primis le automobili. Tuttavia, per i neopatentati esistono delle limitazioni che riguardano la potenza del veicolo. Esso, infatti, deve avere un rapporto tra potenza e peso di 55kW (75CV) per tonnellata o, al massimo, di 70 kW (95 CV).

Inoltre, la patente B permette di guidare anche i seguenti veicoli:

  • Autoveicoli adibiti al trasporto di persone e di cose con nove posti totali, compreso quello del conducente;
  • Motocicli 125 c, Tricicli 50 cc e Quadricicli adibiti al trasporto di cose, ma con massa a vuoto inferiore a 0,55 tonnellate;
  • Camper con una massa non superiore alle 3,5 tonnellate;
  • Autocarri con una massa inferiore alle 3,5 tonnellate;
  • Macchine agricole senza alcuna limitazione di peso;
  • Macchine operatrici non eccezionali per cantieri, ma con peso massimo di 3,5 tonnellate.

Con la patente A, invece, si possono guidare motocicli di qualsiasi potenza e cilindrata, Tricicli di potenza superiore a 15 kW (ma oltre i 21 anni di età) e tutti i veicoli che richiedono la patente A2, A1 e AM, ovvero i ciclomotori a 2, 3 e 4 ruote.

Come conseguire le patenti A e B

 

Per prendere la patente B ci si può rivolgere a un’autoscuola, oppure sostenere gli esami da privatista presso la motorizzazione civile. Gli esami si dividono in quiz teorici e prova pratica, durante i quali il soggetto deve dimostrare di avere conoscenza del codice stradale e di saper guidare l’auto sulla strada.

L’esame teorico è particolarmente importante, perché permette il conseguimento del foglio rosa, con il quale si può cominciare a guidare l’auto, anche se con la supervisione di una persona con meno di 65 anni e in possesso della patente da almeno dieci anni.

Lo stesso percorso si segue per il conseguimento della patente A, tranne per un’eccezione, ossia che chi è già in possesso della patente A1 o B1 o B o BE può svolgere soltanto l’esame pratico di guida.

 

Come convertire le patenti A e B

 

Per conversione della patente si intende la sostituzione di una patente straniera con una italiana. La procedura prevede una diversificazione in base al tipo di patente che si vuole convertire, ossia una comunitaria o rilasciata da Stati membri dello Spazio Economico Europeo, oppure una extracomunitaria. Inoltre, la richiesta di conversione può essere presentata soltanto da chi ha residenza anagrafica o normale in Italia.

Il momento in cui chiedere la conversione della patente è quando questa arriva a scadenza. Per farlo, bisogna presentare i seguenti documenti presso gli Uffici della Motorizzazione Civile:

  1. Modulo TT2112 compilato (si ritira direttamente presso gli sportelli della Motorizzazione);
  2. Certificato in bollo del medico di base, rilasciato non più di tre mesi prima;
  3. Due foto formato tessera, di cui una autenticata;
  4. Patente straniera in originale;
  5. Documento di identità e codice fiscale.

Inoltre, prima di presentare la domanda bisogna provvedere a un versamento di 10,20€ sul c/c 9001 e uno di 32€ sul c/c 4028. Il pagamento può avvenire sia presso gli uffici postali sia presso la stessa Motorizzazione Civile. A questi costi, se ne possono aggiungere altri, ovvero 16€ per la marca da bollo e il costo del certificato medico che varia a seconda della struttura scelta.

Per quanto riguarda, invece, la conversione di una patente extracomunitaria, la procedura non cambia, ma può essere effettuata soltanto se tra l’Italia e lo Stato di origine del richiedente esistano degli accordi specifici. Inoltre, il soggetto è obbligato a rifare l’esame di guida, tranne nei casi in cui ha conseguito la patente prima di acquisire la residenza in Italia, oppure risieda da meno di 4 anni in Italia.

 

La visita medica per il conseguimento delle patenti A e B

 

La visita media è il passaggio fondamentale sia per il conseguimento sia per la conversione della patente. Attraverso essa, infatti, si ottiene il cosiddetto “certificato anamnestico”, ovvero un documento ufficiale in cui si attestano le condizioni di salute del soggetto che vuole prendere o convertire la patente.

Ciò che attesta il certificato anamnestico è che il soggetto non rappresenta un pericolo per la sicurezza stradale e si concentra, soprattutto, sulle capacità visive e uditive di chi deve guidare un veicolo. Per questo, è molto importante affidarsi a studi medici seri e preparati, come il Centro Medico Mosaico che mette a disposizione dei propri utenti il sito www.rinnovopatentimilano.com/ dove si possono trovare tutte le informazioni in merito.

Oltre a escludere gravi patologie o pericolose dipendenze, la visita medica per il conseguimento o la conversione della patente stabilisce alcuni criteri obbligatori per poter guidare un veicolo. Riguardo alla vista, per esempio, il soggetto deve avere un’acutezza visiva non inferiore ai 10/10 complessivi con non meno di 2/10 per l’occhio che vede di meno (raggiungibile anche con le correzioni, ma con una differenza tra due lenti non superiore a 3 diottrie). Per l’udito, invece, è necessario percepire da ciascun orecchio la voce di conversazione a non meno di 2 metri di distanza (anche con protesi), mentre per le patenti C e D occorre percepire da ciascun orecchio la voce di conversazione a non meno di 8 metri di distanza (senza protesi).